4.3.09

Come back

Il primo Aprile il mio coinquilino se ne va.
Il primo Aprile anche io cambierò casa, e tornerò a Monterotondo a vivere con un mio caro amico in una casa che già dalla prima volta in cui ho messo piede al suo interno mi è piaciuta da matti.
Tutto quello che è successo dall'ultima volta che ho scritto, forse, non ha avuto poi tanta importanza. In futuro spero che le cose vadino diversamente, che abbia qualcosa da raccontare, possibilmente bello.

Tant'è questo blog è ufficiosamente chiuso.

21.12.08

Farewell



Dall'ultima volta che ho scritto sono passati venti giorni, venti giorni di dicembre per la precisione. Venti giorni in cui ho visto il mare, palermo e l'Aida al teatro Massimo. Venti giorni in cui ho visto la mia città allagarsi. Venti giorni in cui ho metabolizzato magari non un cuore intero infranto (il mio), ma almeno un pezzetto. Venti giorni in cui ho maturato l'idea di rendere i restanti giorni di questo fine duemilaotto qualcosa di cui essere contento. Qualcosa che mi lasci di questo anno un buon sapore in bocca. Non è adesso che voglio fare il punto della situazione, ci sarà tempo, ma già sono contento. Contento di ritrovarmi migliore di quello che pensavo e meglio di come pensavo di essere. Oggi ho anche incontrato dei ragazzi che regalavano abbracci. E' dall e proiezioni del concerto dei Port-Royal che ci pensavo. E' stato bello.

Oggi Camilla ha trovato una nuova famiglia. All'idea qualche giorno fa avrei fatto i salti di gioia, oggi non ne sono più stato tanto sicuro. E' stato duro vedere Paolo accusare il distacco, soprattutto perchè io avessi un rapporto di amore e odio con quell'animale comunque era uno...una della famiglia. Però sono contento per lei, qui non stava bene e non riusciva a farci stare bene o almeno non bene quanti problemi ci causava. Con tutto che Paolo era tristissimo è stato bello come dopo ci siamo riuniti tra di noi, in cucina, a mangiare arance e a cercare una cosa positiva in tutto questo. A Camilla che se ne va e farà felice i due bambini che l'hanno adottata e che erano ancora tristi per la morte del loro cane il mese scorso. Il fare assieme il punto della situazione di questo anno e rendersi conto che è stato un bell'anno. Abbiamo pure trovato il lato positivo di questa Crisi che sta investendo questo Paese... questa città... Era tanto che non riuscivo a farlo, il lato positivo nella merda, nel dolore magari... e devo ringraziare Paolo, una sorta di fratello maggiore acquisito.

Beh... mi addormenterò pensando all'odore acre di Camilla che giorno dopo giorno, lavaggio dopo se ne andrà. Non troveremo più peli in giro e al tintennare di metallo ripenserò al rumore della sua medaglietta che si muoveva per casa, medaglietta che Paolo si è messo in tasca prima di rimetterle il collare, prima di attaccare il guinzaglio e prima di passarlo in maniera intimamente solenne al piccolo Leonardo... con un gesto che mi è sembrato infinito e che forse, in quella situazione, solo io, oltre a Paolo, ho capito. Non me lo dimenticherò mai probabilmente.

Buona notte Camilla... salutami il mare di Nettuno.

1.12.08

Il mare sotto


Era da più di due anni che non passavo la notte in nave e proprio non la ricordavo la sensazione di dormire sul mare. All'epoca non me ne rendevo conto. Ero lì buttato per terra sul ponte del traghetto, fumando sigarette, bevendo birra e divorando questo libro, una delle storie di amore più belle che io abbia mai letto. A pensarci bene è curioso che l'ultima bella cosa che ricordo con affetto della storia con la mia ex sia stato il saluto che mi fece poco prima di salire sulla nave. L'ultima volta che sentii il suo amore per me. Una volta salito la guardai da lontano. La potevo vedere anche da là sopra sorridere sotto gli occhiali da sole, con i denti che risaltavano ancora di più dall'abbronzatura, e poi andarsene verso la macchina, senza nessuna solennità nel passo. Del tutto naturale. Una volta tornato dall'altra parte, di nuovo sulla terra ferma, sarebbe cambiato tutto, come se il mare ci avesse definitivamente divisi solo per il fatto di non averlo riattraversato assieme o come se lei non fosse mai veramente tornata da là. Fatto sta che ancora oggi considero quella ragazza con i capelli scuri che mi salutava dal porto di Cagliari e che aveva tutto l'amore che io ero in grado di dare come semplicemente morta, sostituita da un'altra straordinariamente somigliante ma che da lì a poco tempo sarebbe riuscita a farsi odiare da me.

Il mare sotto non ti dà nessuna stabilità, equilibrio, sicurezza soprattutto quando, come oggi, è agitato dalle correnti e dal vento. Cammini per i ponti della nave come un ubriaco, senti i muscoli muoversi più del dovuto nel cercare di mantenerti dritto, e gli organi che sbattono tra di loro al tuo interno. Dopo un po' ti abitui, ma mai del tutto, cercando di fare altro per distrarti, con estrema fatica. Come te le altre persone cercano di fare lo stesso, con scarsi risultati. Forse è per questo che i bar delle navi sono così grandi, o che ci sia una sala cinema o ancora un tipo nella sala grande a fare piano bar e cantare qualche canzone per poi andarsene anche lui dopo poco più di mezz'ora, quasi ignorato dagli sguardi dei passeggeri fissi su un punto, quasi a voler raddrizzare il mare con la forza del pensiero. Sul treno, che spesso fa anche viaggi che durano di più, non se ne sente il bisogno. Sulla nave si. Andare nei ponti esterni non è di nessun piacere. Il mare appare nero e scuro tutto intorno, il fumarsi una sigaretta è più una necessità di tenersi impegnati o un pretesto per non rimanere sempre sottocoperta ma, ancora, non è di nessun piacere.

Accetti il lento passare del tempo con una mansuetudine sconosciuta nella vita normale. Una volta preso il mare non puoi fermarti, non puoi tornare indietro fino a quando non hai toccato terra, e se stai male non puoi farci niente e ne sei consapevole da quando i motori si accendono sotto di te e le vibrazioni iniziano a propagarsi attraverso le cose, producendo un fievolissimo suono di fondo costante e caotico che però si fa notare quando parli con le persone, quando ti rendi conto che il tuo modo normale di parlare non basta per farti sentire anche se ancora non c'è bisogno di alzare la voce.

Il mare ti toglie la convinzione di riuscire ad avere il controllo anche delle cose più semplici.

30.11.08

Cecità

E' tutto qui. Negli occhi. Ti avvicini e ti guardano, ti osservano, ti parlano, ti cercano. Arrivano a mangiarti o ad accarezzarti. Ti seguono da lontano e si aggrappano a te da vicino. Passa tutto da là... qualsiasi legame.

Ed e' terribile quando quegli stessi occhi diventano per te ciechi. Quando smettono di vederti o di volerti vedere. Diventano di quel lattiginoso liquido, che ti passa attraverso. Spenti si appoggiano su di te solo perchè sono puntati nella stessa direzione della bocca. Senza nessun altro motivo. Un canale chiuso dall'indifferenza. Prima sembravi essere l'unica cosa che valesse la pensa vedere al mondo. Dopo diventi un tutt'uno con lo sfondo grigio e inutile formato dalle cose insignificanti e ripetitive o poco ci manca. 

Ti senti allo stesso tempo invisibile e nudo.

Rimane solo lo sbattere delle palpebre a fare da metronomo al flusso di quelle parole che non riescono a ferirti quanto riesce a fare quella cazzo di cataratta bianca.


Esiste un gesto più disperatamente violento dal distogliere lo sguardo?


ps.
Sto partendo per la sicilia per motivi lavorativi e familiari e starò via una settimana.

Ci si vede quando torno.

29.11.08

Fail


Quando non ho un cazzo da fare e non riesco a dormire e i vari social network non offrono la perdita di tempo o la catarsi promessa, inizio a farmi il giro dei feed che non leggo mai ho su google reader.
Tra questi quello che mi tengo sempre per i casi di emergenza è il FailBlog.
E questa è un'emergenza.

28.11.08

Come in un film

Perchè in fondo è tutto come in un film... si segue una storia che inevitabilmente finisce... può essere bella... brutta... può avere un intreccio interessante oppure no... può essere tutto palese anche se il protagonista è ignaro di tutto... soprattutto in un brutto film lo spettatore potrà sempre dire "che merda, l'avevo detto" e si sentirà truffato dei suoi cazzo di 7 euro e 50 spesi in niente... in un film giorni, mesi anni passano in due ore... lo spettatore male che và avrà perso quelli... il protagonista (scarso) molto di più, poi potrà rendersi conto che sia solo un attore di un master di merda, oppure no... cmq alla fine del film guarderà il soffitto di un'ambulanza e il regista chiuderà là in nero, e non si saprà mai se è morto o no... cmq farà una fine di merda... e così sia...

14.11.08

Giorno 45




Ormai è passato un po' di tempo da quando mi sono trasferito nella mia nuova casa, e mi rendo conto che tra tante cose che non mi vanno giù di questo periodo, questa è la cosa che probabilmente riequilibra il tutto. Ho la fortuna di andare daccordo con Paolo, il mio coinquilino, con il quale si è instaurato quasi un rapporto tra fratello maggiore e fratello minore e probabilmente di amicizia, e questa è una di quelle cose che non potevo prevedere e mi rende davvero contento. Ci sono state delle incomprensioni, come è normale che siano tra persone che non si conoscono ancora bene, ma sono più uno stimolo che una fonte di problemi e va bene così.

Per il resto anche con la mia stanza sto prendendo confidenza.
Non è poi cambiata troppo dal video. Il mobile di zio currito è ancora là e per quanto abbia timidamente cercato di ripulirlo ancora non andiamo daccordo. Per ora contiene solo i panni sporchi e (separati :P) sciarpe e cappelli. La mia libreria piano piano sta diventando, assieme alla scrivania (dove passo la maggiorparte del mio tempo) il centro dello stanza. Ora c'è il televisore, alcuni libri, le borse fotografiche, lo scanner per negativi, tutte le mie pellicole nuove, il portfolio del fotoleggendo, il wii e alcuni giochi, coperte per me e gli ospiti (anche se ancora non è capitato di usarle tutte) e altre stronzate che volevo qui con me. Quando il martedì torno a dormire dai miei riporto sempre qualcosa a cui tengo indietro, e scelgo di lasciarne altre. Va bene così.
Ho anche ripreso a lavorare le mie foto (per quanto non abbia ancora ripreso a sviluppare) e questa è una cosa positiva. La poltrona letto col tempo sembra anche meno scomoda e penso che chiuderò questo sabato sera da solo con un film o risentendo per l'ennesima volta l'ultimo disco dei Marta sui tubi.

Va bene così.